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Munari e i curiosi accostamenti dal 1944

21.3.13


Un saggio illuminante del grandissimo Bruno Munari che già nel 1944 aveva intuito il fenomeno,

oggi dilagante e modaiolo,  di alcuni accostamenti possibili  tra oggetti di diverse epoche, apprezzati non

 più col gusto col quale sono stati ideati ma con un altro gusto che è il "gusto del gusto".




Pubblicato su Domus 193 / gennaio 1944

Abbiamo visto, in questi ultimi tempi, umili oggetti tipici di un'epoca scorsa, passare dal solaio alla camera da soggiorno e prendere i posti più in evidenza. Perchè? È il "gusto del gusto", un curioso fenomeno caratteristico, credo, della nostra epoca per cui si gustano oggetti e cose di altre epoche non più col gusto col quale sono stati ideati ma con un altro gusto che è il "gusto del gusto" (io me ne infischio dei bisticci di parole, basta che ci intendiamo). 

Prima di questo modo di vedere l'uomo normale entrava dall'antiquario a comperare un oggetto possibilmente "in stile" con la propria casa e non avrebbe mai messo in una casa razionale un mobile barocco. Sarebbe stato giudicato un gesto ridicolo o pazzesco, la ragione non lo giustificava. Ci volle un artista per scoprire questo gusto.

Credo che Le Corbusier mettendo un mobile barocco in una sua casa sia stato il primo. Ad ogni modo dopo di lui lo scoperta divenne una moda, ma una moda senza vita, una semplice imitazione di una felice trovata.

Da allora i vecchi mobili, che prima erano stati buttati dalla finestra dagli architetti moderni, rientravano dalla porta nella casa razionale giudicata ormai troppo "fredda". Ma intendiamoci, non certo che gli abitanti di quella casa moderna accogliessero quei mobili antichi e quegli oggetti come rinuncia allo stile moderno e ritorno dell'antico. No. Li accoglievano con un altro gusto: col "gusto del gusto" un poco ironico in principio, serio alla fine (l'umanità è guastata dalla troppa serietà).

Ma la trovata mi pare che non sia stata sfruttata in tutto il suo potere. Mi piacerebbe avere un parco con tanti padiglioni. In uno farei un ambiente rococò e ci metterei una scrivania di vetro e ferro bianco col luminator. In un ambiente di lucido cristallo metterei una grande poltrona barocca. In un altro un tavolo del '400 con attorno sedie impagliate di Vienna. In un altro una libreria floreale con sedie e un divano neoclassici. In un altro una sala gotica con tappeti persiani e quadri di De Chirico e un grande tavolo pompeiano di marmo. E infine in una grotta metterei quattro poltrone seicentesche con il necessario per fumare moderno e un quadro astratto mio. Dite che sono matto? Staremo a vedere
Bruno Munari


Molti sono gli accostamenti che si possono fare col gusto del gusto e qui ve ne presentiamo alcuni esempi.

  

   via Domus 193 / gennaio 1944




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