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LA CROSTATA SNOB di frolla e composta di prugne secche

28.3.13

Oggi la giornata è di quelle da rimanere chiusi in casa a guardare un bel film e fare una bella pausa merenda! 
Mi era rimasta nella testa una ricetta letta qualche giorno fa sul blog di pasta impasta, e tratta dal libro di Luca Montersino "Golosi di Salute" per il suo aspetto così chic...ho pensato fosse una crostata snob e così ho voluto provare a farla per sentire se lo era fino in fondo!






Ingredienti
500 g di farina tipo 1 o 0
150 g di zucchero di canna grezzo
70 g di olio e.v.o
70 g di olio di semi di girasole
125 g di acqua
12 g di lievito
un pizzico di sale

Per il ripieno 
composta di prugne secche homemade (la ricetta prossimamente) - va bene qualsiasi marmellata!

Procedimento
Sciogliete lo zucchero in acqua, unite il lievito i due oli e la farina. Lavorate l’impasto velocemente... si presenta molle e appicicoso, mettetelo in una ciotola, spolverizzatelo con un pò di farina, coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo. 
Stendete l’impasto allo spessore di 5 mm su un foglio di carta da forno e ricavate due quadrati di 20x20 cm* e disponeteli sulle teglie ricoperte di carta forno. Con dei taglia biscotti create delle forme su uno dei due quadrati. Mettete in forno a 170°C per circa 30 minuti (regolatevi con il vostro forno). A fine cottura lasciate raffreddare. Distribuite sulla base piena la composta e posizionate sopra, il quadrato di frolla con le finestrelle. 

* Per ricavare due quadrati perfetti io ho disegnato sulla carta da forno un quadrato 20cm x 20 cm e l'ho ritagliato. Una volta stesa la frolla l'ho posizionato sopra e ho seguito i contorni con un coltello creando così due forme perfettamente uguali.

Buon appetito!




Munari e i curiosi accostamenti dal 1944

21.3.13


Un saggio illuminante del grandissimo Bruno Munari che già nel 1944 aveva intuito il fenomeno,

oggi dilagante e modaiolo,  di alcuni accostamenti possibili  tra oggetti di diverse epoche, apprezzati non

 più col gusto col quale sono stati ideati ma con un altro gusto che è il "gusto del gusto".




Pubblicato su Domus 193 / gennaio 1944

Abbiamo visto, in questi ultimi tempi, umili oggetti tipici di un'epoca scorsa, passare dal solaio alla camera da soggiorno e prendere i posti più in evidenza. Perchè? È il "gusto del gusto", un curioso fenomeno caratteristico, credo, della nostra epoca per cui si gustano oggetti e cose di altre epoche non più col gusto col quale sono stati ideati ma con un altro gusto che è il "gusto del gusto" (io me ne infischio dei bisticci di parole, basta che ci intendiamo). 

Prima di questo modo di vedere l'uomo normale entrava dall'antiquario a comperare un oggetto possibilmente "in stile" con la propria casa e non avrebbe mai messo in una casa razionale un mobile barocco. Sarebbe stato giudicato un gesto ridicolo o pazzesco, la ragione non lo giustificava. Ci volle un artista per scoprire questo gusto.

Credo che Le Corbusier mettendo un mobile barocco in una sua casa sia stato il primo. Ad ogni modo dopo di lui lo scoperta divenne una moda, ma una moda senza vita, una semplice imitazione di una felice trovata.

Da allora i vecchi mobili, che prima erano stati buttati dalla finestra dagli architetti moderni, rientravano dalla porta nella casa razionale giudicata ormai troppo "fredda". Ma intendiamoci, non certo che gli abitanti di quella casa moderna accogliessero quei mobili antichi e quegli oggetti come rinuncia allo stile moderno e ritorno dell'antico. No. Li accoglievano con un altro gusto: col "gusto del gusto" un poco ironico in principio, serio alla fine (l'umanità è guastata dalla troppa serietà).

Ma la trovata mi pare che non sia stata sfruttata in tutto il suo potere. Mi piacerebbe avere un parco con tanti padiglioni. In uno farei un ambiente rococò e ci metterei una scrivania di vetro e ferro bianco col luminator. In un ambiente di lucido cristallo metterei una grande poltrona barocca. In un altro un tavolo del '400 con attorno sedie impagliate di Vienna. In un altro una libreria floreale con sedie e un divano neoclassici. In un altro una sala gotica con tappeti persiani e quadri di De Chirico e un grande tavolo pompeiano di marmo. E infine in una grotta metterei quattro poltrone seicentesche con il necessario per fumare moderno e un quadro astratto mio. Dite che sono matto? Staremo a vedere
Bruno Munari


Molti sono gli accostamenti che si possono fare col gusto del gusto e qui ve ne presentiamo alcuni esempi.

  

   via Domus 193 / gennaio 1944




Torta Soffice

12.3.13

Dopo numerose prove culinarie per testare il famoso ciambellone soffice di Adelaide Melles, il verdetto finale ha decretato l'impasto   f  a  v  o  l  o  s  o !!!
Ho sperimentato la ricetta originale, ho provato cambiando gli ingredienti  e aggiustato qualche dose in base ai miei gusti...garantisco che l'esito è stato sempre squisito.

Ingredienti: (ricetta originale)
250 g di zucchero, 
250 g di farina,   
3 uova, 
130 g di olio di semi o di oliva,   
130 g di acqua,
una bustina di lievito,  
un pugnetto di uvetta (facoltativo),
2 cucchiai di cacao amaro 
Mettere nel robot le uova, montarle con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere l’olio, l’acqua, il rum, la farina ed infine il lievito, se si vuole anche l’uvetta infarinata.
Imburrare uno stampo a ciambella, come quello del budino, versarvi i 3/4 del composto. Nel rimanente composto mettere due cucchiai di cacao amaro, mescolare bene e far cadere nello stampo sul composto bianco. Fare dei cerchi concentrici con un coltello per far venire l’effetto marmorizzato. Cuocere in forno caldo, a 180° circa,  per circa 40 minuti, farà fede la prova stuzzicadenti. 
N.B. il composto alla fine risulterà piuttosto liquido, non aggiungere altra farina, è proprio così che deve venire, ed è questo il segreto della sua morbidezza. 

Ricetta con alcune varianti:
150 g di zucchero di canna
250 g di farina farina tipo 1
3 uova,  (viene bene anche con 2 uova)
130 g di olio di semi di girasole
130 g di acqua
una bustina di cremor tartaro
gocce di cioccolato - nocciole tritate (o altra frutta secca a piacere)
un po’ di rum
mandorle tritate per decorare
Mettere nel robot le uova, montarle con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere l’olio, l’acqua, il rum, la farina ed infine il lievito, gocce di cioccolata e frutta secca.
Imburrare uno stampo a ciambella, come quello del budino, versarvi il composto. Guarnire con mandorle tritate. Cuocere in forno caldo, a 160° circa,  per circa 40 minuti, farà fede la prova stuzzicadenti. 


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