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...il sognatoio

4.5.10

Stanchissimo, Baudelaire domandò: "Chi di noi, nelle lunghe ore d’ozio, non si è deliziosamente divertito a costruirsi un appartamento modello, un domicilio ideale, un sognatoio?".
Le immagini delle abitazioni degli scrittori francesi dell'Ottocento così come Giuseppe Scaraffia ce le ha raccontate nel suo libro Torri d'Avorio, descrivono ambienti che sono quasi sempre pieni di oggetti pacchiani, cineserie e bric à brac, souvenir, tappeti e quadri, tendaggi pesanti, lampade  e quant'altro...rifugi ideali e rassicuranti perché come afferma il grande Tonino Guerra, "in una stanza uno si deve nascondere"!
Fuggire dalla mediocrità che ci circonda sembra una necessità di ieri come di oggi, per quanti di animo sensibile sentono la necessità di evadere, almeno con i sogni, da una realtà che non gli appartiene.
L'arredamento diceva  Robert de Montesquiou, "è uno stato d'animo". Ognuno di noi proietta la sua creatività sui muri che lo circondano; gli oggetti che scegliamo per arredare lo spazio in cui viviamo, sono le tessere di un mosaico che manifestano la nostra idea dell'arte.
Le "Torri d'Avorio" di quegli scrittori, diventano così un luogo comune, attualissimo, per chi sempre più malvolentieri si avventura fuori, lasciando che l'affollamento di oggetti e arredi segni in maniera più marcata la separazione dal mondo esterno.
Il mio sognatoio è rassicurante, cambia con il passare del tempo adeguandosi alle mie esigenze, è pieno di libri, souvenir e immagini della mia vita... richiami per la memoria e per i viaggi fantastici. Un luogo leggero e affollato in cui l'immaginazione prende il sopravvento e ogni volta è una nuova avventura....


"Se puoi sognarlo puoi farlo" , diceva Walter Elias Disney. A me piace crederlo!

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